6  Domande  negozio giuridico e contratto

Nelle risposte, in grassetto la risposta esatta;

51) Tizio deve aprire un magazzino per la vendita di prodotti per la casa, e a tal fine stipula un contratto con un fornitore sotto condizione sospensiva; sostanzialmente questo contratto dispone che Tizio avrebbe acquistato la merce dal fornitore se avesse aperto in magazzino di prodotti per la casa. Il fornitore Caio accetta e firma il contratto, ma poi ci ripensa sostenendo che in realtà quella condizione è una condizione meramente potestativa, e che quindi è nulla come è nullo l'intero contratto, Tizio però insiste e va in tribunale chiedendo l'adempimento del contratto, chi avrà ragione?

 

a) certamente ha ragione il fornitore Caio, perché la condizione relativa all'apertura del magazzino per la vendita dei prodotti della casa, è una condizione meramente potestativa, perché dipende dalla sola volontà di Tizio, e secondo l'articolo 1355 del codice civile tale condizione nulla è rende nullo l'intero contratto;

b) certamente ha ragione Tizio, perché nulla vieta di mettere una condizione potestativa, di qualsiasi natura, all'interno di un contratto, e del resto la condizione era stata accettata dal fornitore Caio, e quindi non può rimangiarsi l'impegno preso sostenendo che in realtà tutto è dipeso dalla volontà dell'altro contraente;

c) Tizio ha ragione, perché la condizione che lui ha posto non dipende dalla semplice sua volontà ma da una volontà seria condizionata ad un impegno importante, e cioè l'apertura di un magazzino per la vendita dei prodotti per la casa, e d'altro canto l'articolo 1355 del codice civile non vieta le condizioni potestative, ma vieta le condizioni potestative che sono espressione di una volontà non seria ad impegnarsi, e questo non è proprio il caso;

 

Risposta 51

 

 

 

52) Tizio vuole stipulare un contratto con Sempronio, un contratto indubbiamente particolare, perché in questo contratto è scritto: rimarrai come usufruttuario in questo terreno, fino a quando non riuscirai a toccare il cielo con un dito. Sempronio accetta, e si stipula il contratto di usufrutto sotto condizione risolutiva; accade però che successivamente Tizio abbia necessità di rientrare nel pieno possesso del terreno, e chiede a Sempronio di lasciare il terreno e di estinguere l'usufrutto, ma Sempronio si rifiuta, e Tizio lo cita in tribunale, sostenendo che in realtà l'intero contratto è nullo perché sottoposto ad una condizione risolutiva impossibile al verificarsi; come andrà a finire?

 

a) Tizio ha certamente ragione perché si tratta evidentemente di una condizione impossibile, visto che nessuno può toccare il cielo con un dito, e quando la condizione è impossibile rende nullo il contratto su cui è apposta;

b) Tizio ha certamente ragione, ma non tanto perché la condizione apposta è impossibile, ma perché l'usufrutto non può durare per più di vent'anni, e qui evidentemente sarebbe durato per tutta la vita dell'usufruttuario;

c) Tizio ha sicuramente torto, perché è vero che la condizione impossibile è nulla e annulla tutto il contratto su cui è apposta, ma è anche vero che qui si tratta di una condizione risolutiva e non sospensiva, e di conseguenza la reale volontà delle parti è da quella di far rimanere l'usufruttuario del perpetuo possesso del terreno per tutta la sua vita;

 

 

 

Risposta 52

 

 

 

53) Tizio ha stipulato un contratto di compravendita di generi alimentari con il venditore Caio, sottoposto a condizione sospensiva; sostanzialmente la condizione disponeva che Caio avrebbe acquistato la merce, se la banca gli avesse concesso il fido per poterlo fare, e le parti avevano previsto che probabilmente il fido sarebbe stato concesso entro un mese dalla stipula del contratto, oppure rifiutato dello stesso periodo di tempo, ma entrambi non sapevano esattamente il tempo necessario per ottenere il fido, ma Tizio aveva già iniziato le pratiche con la banca.
Accade però che il venditore Caio separa i generi alimentari che eventualmente sarebbero spettati a Tizio, e li mette in un capannone molto umido, con il rischio che questi generi alimentari si potessero deteriorare in breve tempo. Tizio venuto a sapere della cosa intima a Caio di spostare immediatamente questi generi alimentari in un capannone adatto a una lunga conservazione, ma Caio si rifiuta, sostenendo che sino a quando la condizione non si avvera, è lui il titolare e proprietario di detti beni, e quindi può farne quello che vuole. Tizio a questo punto si rivolge al tribunale, come andrà a finire?

 

a) Tizio sicuramente perderà la causa, perché la condizione che è stata stipulata è sospensiva, e di conseguenza sino quando Tizio non avrà avuto il finanziamento, Caio è  il legittimo proprietario dei beni, e quindi può farne quello che vuole. Certo è che se si avvera la condizione i beni saranno  inservibili, e Tizio per lo meno ed esclusivamente potrà chiedere il risarcimento del danno a Caio, ma fino a quando la condizione non si avvera, possiamo affermare che Tizio non è legittimato ad agire in giudizio per far valere un diritto che non ha e che forse non avrà mai;

b) Tizio vincerà la causa, ma la domanda che deve fare al tribunale è di natura cautelare; in effetti egli non è titolare del diritto di proprietà sui generi alimentari, ma indubbiamente gode di un'aspettativa di diritto, una aspettativa che appunto è tutelata dal diritto, che gli permette quindi di poter compiere atti conservativi sui beni che probabilmente diverranno di sua proprietà,

c) Tizio sicuramente vincerà la causa, perché, come abbiamo visto, la condizione influisce sull'efficacia del contratto, ma non sulla sua validità. Di conseguenza Tizio farà valere in tribunale un contratto perfettamente valido, che gli dà i diritti sulla merce, solo che questo contratto potrebbe non avere mai esecuzione per il fatto che la condizione non si avvera, ma ciò non vuol dire che Tizio non sia il titolare del diritto, tanto che nel caso in cui la condizione poi non si avveri, la conseguenza sarà semplicemente che Tizio dovrà risarcire danni a Caio, danni che tra l'altro non si sono verificati, visto che Tizio evitando che i generi alimentari si rovinassero, ha salvaguardato gli interessi dello stesso Caio;

 

 

 

Risposta 53

 

 

 

 

54) Tizio stipula un contratto di compravendita di un bene immobile con il solito Caio, un contratto sottoposto a condizione sospensiva; il contratto sostanzialmente disponeva che Tizio diverrà proprietario dell'appartamento di Caio, se lo stesso Tizio avesse avuto il trasferimento dall'ufficio dove si trova attualmente, all'ufficio della città dove si trova l'appartamento di Caio.
I due firmano il contratto, e Caio accetta anche la condizione, anche perché Tizio gli dice che la risposta da parte del suo capufficio dovrebbe arrivare nel termine di due mesi. Firmato il contratto, riceve da Sempronio un'offerta per il suo appartamento, di € 10.000 superiore al prezzo di vendita pattuito con Tizio, e visto che lui è ancora proprietario della casa, stipula il contratto con Sempronio. Accade però che Tizio ottiene il trasferimento, e vuole da Caio in possesso dell'appartamento dichiarandosi pronto a pagare la somma pattuita, ma Caio gli risponde l'appartamento in realtà è stato già venduto, e anche se spiacente di quanto accaduto, gli dice che comunque adesso è coinvolto un terzo, a cui non è possibile opporre la condizione pattuita, ma Tizio insiste e porta Caio in tribunale, e cita in tribunale anche il terzo che ha comprato l'appartamento, come andrà a finire?

 

a) tralasciando i problemi che possono derivare dalla trascrizione della compravendita, e concentrandosi solo sull’ipotesi della domanda, sicuramente Tizio perderà la causa, perché l'acquirente era in buona fede ed ha pagato in contanti il prezzo dell'appartamento, d'altro canto però è anche vero che Caio si è comportato in maniera scorretta nei confronti di Tizio, e quindi Tizio gli potrà chiedere certamente il risarcimento del danno subito;

b) tralasciando i problemi che possono derivare dalla trascrizione della compravendita, e concentrandosi solo sull’ipotesi della domanda, bisogna affermare che Tizio perderà la causa nei confronti del terzo acquirente Sempronio, perché la condizione non ha in realtà sempre efficacia retroattiva, la retroattività della condizione è una retroattività di tipo obbligatorio, e cioè vincola sono le parti ma non i terzi;

c) tralasciando i problemi che possono derivare dalla trascrizione della compravendita, e concentrandosi solo sull’ipotesi della domanda, si può affermare che Tizio vincerà la causa, e si farà restituire l'appartamento da Sempronio, perché la condizione a una retroattività cosiddetta reale, cioè di natura tale che può essere opposta anche ai terzi, e in questo caso il terzo è Sempronio;

 

 

 

Risposta 54

 

 

 

55) Tizio è creditore di Caio, e deve avere la somma di € 10.000 fra un mese, perché il contratto di mutuo stipulato con Caio, prevede proprio il fatto che Caio dovrà restituire i soldi a Tizio tra un mese; a un certo punto Caio decide di restituire anticipatamente i soldi a Tizio, sostenendo che vuole liberarsi del debito nei suoi confronti, e del resto nessun impedimento particolare impedisce a Tizio di ricevere anticipatamente quello che gli spetta, ma Tizio si oppone sostenendo che il termine apposto sul contratto di mutuo è un termine di efficacia, e che lui in realtà non avrebbe alcun problema a prendersi anticipatamente i soldi, ma che vuole anche rispettare contratto, e non vuole avere problemi nel momento in cui possa essere considerato inadempiente del contratto stesso; chi ha ragione?

 

a) ha ragione Caio, perché Tizio sta facendo confusione fra termine di efficacia e termine di scadenza; il termine apposto alla restituzione del mutuo è semplicemente un termine di scadenza, e visto che Tizio in realtà non ha alcun interesse a rifiutare di ricevere anticipatamente la prestazione di Caio, ma il suo rifiuto e sono determinato da una cattiva interpretazione del contratto stesso, Caio può restituire anticipatamente i soldi a Tizio;

b) ha ragione Tizio, quando si pone un termine di adempimento a un contratto, si pone un termine di efficacia, nel senso che il pagamento potrà essere efficacemente eseguito solo alla scadenza del detto termine, perché da quel momento avrà efficacia la restituzione effettuata dal debitore; volendo Caio pagare anticipatamente in sostanza va a violare il contratto, rischiando poi non estinguere la sua obbligazione, e di essere eventualmente costretto a ripetere il pagamento che già ha effettuato;

c) ha ragione Caio, perché la legge permette sempre e comunque di pagare anticipatamente un debito, quale che sia la posizione del creditore;

 

 

 

Risposta 55

 

 

 

56) Tizio vuole donare un terreno a Caio ma pone una clausola nel contratto di donazione; questa clausola dispone: ti dono questo terreno e mi dovrai fare una mia statua nel giardino. Caio accetta, ma non costituisce la statua era stata promessa al donante Tizio; Tizio viene a sapere della cosa, e si arrabbia moltissimo con Caio, citandolo in tribunale; sostiene Tizio che Caio non ha rispettato una condizione risolutiva apposta al contratto di donazione, visto che non solo la statua non è stata fatta, ma lo stesso Caio ha dichiarato di non volerla costruire; Tizio, tra l'altro, dice anche che il terreno è stato donato a Caio non solo perché lui facesse la statua, ma anche per altri motivi, ma ritiene che il mancato avveramento della condizione comporti che il contratto di donazione si risolva; Caio invece si oppone alla risoluzione del contratto di donazione, chi ha ragione?

 

a) ha certamente ragione il donante Tizio, perché è evidente che Tizio ha condizionato la donazione al fatto di avere una statua nel giardino nel terreno; certo Tizio è molto vanitoso, ma non per questo ha torto;

b) ha ragione Caio, perché la clausola voluta da Tizio, non è una condizione ma un onere che Tizio ha imposto a Caio, inadempimento di quest'onere comporta, appunto, inadempimento del contratto, ma non il verificarsi di una condizione che non esiste;

c) ha certamente ragione Caio, perché è vero che Tizio ha imposto una condizione risolutiva al contratto di donazione, ma è anche vero che questa condizione risolutiva è nulla, perché serve solo a esaltare la vanità di Tizio, che vuole la statua nel giardino solo per far ricordare a Caio il bene ricevuto; di conseguenza non è possibile dare valore a una condizione del genere;

 

 

 

Risposta 56

 

 

 

57) ritieni che sia sempre esatta questa affermazione: il contratto inefficace è invalido.

 

a) si è sempre esatta;

b) no, è sempre sbagliata;

c) bisogna distinguere, ci sono delle ipotesi in cui il contratto invalido è anche inefficace, e delle altre in cui il contratto invalido non è inefficace;

 

 

 

Risposta 57

 

 

 

58) Tizio stipula un contratto di compravendita di un bene immobile con Caio ma il contratto è stipulato verbalmente e non per iscritto, e di conseguenza è un contratto nullo. Tizio però aveva già versato un acconto a Caio di € 5000 per la compravendita dell'immobile e, venuto a sapere che il contratto era nullo, si dichiara disposto a stipulare un altro con la forma scritta ma nel frattempo chiede la restituzione dei € 5000 versati come acconto per l'altro contratto, ma Caio si oppone, ritenendo di non dover restituire questi soldi. Tizio allora dichiara a Caio che non vuole più stipulare alcun contratto con lui, e lo cita in tribunale per la restituzione dei € 5000. Come andrà a finire?

 

a) Tizio perderà la causa, perché è vero che il contratto è nullo, ed è anche vero che il giudice con sentenza dichiara il contratto è nullo, ma la nullità produce i suoi effetti solo dal momento in cui le parti si sono rese conto che il contratto è nullo, e questo è avvenuto dopo che sono stati versati i € 5000; di conseguenza questi € 5000 versati potranno essere utilizzati come acconto per il successivo contratto di compravendita, ma essendosi Tizio rifiutato di stipularlo, allora questi € 5000 per questo ultimo motivo, dovranno essere restituiti a Tizio, ma poiché Tizio era rimasto fermo sulla sua posizione circa la retroattività della dichiarazione di nullità del giudice, e sostiene ancora il non voler stipulare un contratto di compravendita con Caio, perderà i € 5000;

b) Tizio vincerà la causa, perché il contratto era nullo, e qui non si fa una questione di retroattività, ma si fa la questione che il contratto non ha mai prodotto effetti, e la stessa sentenza del giudice si limita a dichiarare una situazione già esistente, e cioè di un contratto che non ha mai prodotto effetti perché nullo; di conseguenza Caio dovrà restituire i € 5000 a Tizio;

c) Tizio perderà la causa, perché Caio si era dichiarato disposto a stipulare immediatamente un nuovo contratto valido di compravendita con Tizio, sanando quindi e retroattivamente il vizio del contratto precedente; la sanatoria di un contratto nullo, com'è noto, ha efficacia retroattiva, e il fatto che Tizio si sia rifiutato solo per un cavillo di stipulare il nuovo contratto, dimostra la sua malafede, ed è quindi giusto che Caio tenga i € 5000 che gli erano stati versati anche come il risarcimento del danno subito dal comportamento cavilloso e pretestuoso di Tizio;

 

 

 

Risposta 58

 

 

 

59) Tizio e Caio stipulano un contratto, questo contratto è contrario al buon costume, e quindi dovrebbe essere nullo. Tizio però non è d'accordo su questa situazione, perché è vero, dice, che questo contratto potrebbe essere contrario al buon costume, ma pretende pure che Caio gli indichi la specifica norma di legge in base al quale questo contratto è nullo; in altre parole vuole sapere in base a quale legge precisa sia stato violato il buon costume. Caio non è d'accordo e lo cita in tribunale per far dichiarare la nullità del contratto, chi avrà ragione?

 

a) ha ragione Tizio, perché il contratto è nullo solo quando contrasta con specifiche norme di legge che ne dichiarino appunto la nullità. È troppo facile, infatti, dire che il contratto è contrario al buon costume, senza dire quale la norma di legge che in concreto, proteggendo il buon costume, sia stata violata. Di conseguenza se Caio vuole sostenere che il contratto è nullo dovrà anche indicare la specifica norma di legge, come per esempio una norma penale che punisce lo sfruttamento della prostituzione, che è stata violata, e se non ci riesce, vuol dire che il contratto in realtà non era veramente contrario al buon costume;

b) la nullità dei contratti può aversi quando si è violata una specifica norma di legge che dispone appunto la nullità dello stesso, ma anche quando il contratto sia contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume; certo bisognerà dimostrare che il contratto è, sostanzialmente immorale ma non è necessario indicare uno specifico reato;

c) Hanno torto entrambi, con i tempi che si vivono oggi, è davvero difficile, se non impossibile, che ci siano ancora contratti contrari al buon costume; certo potranno esservi contratti nulli per contrarietà a norme imperative e all'ordine pubblico ma anche se il codice lo prevede, dire che esistano ancora contratti contrari al buon costume, è una ipotesi al di fuori della realtà;

 

 

Risposta 59

 

 

 

60) secondo te in quali casi un contratto può essere annullabile.

 

a) solamente nei casi previsti dalla legge;

b) nei casi previsti dalla legge, e quando genericamente è contrario a norme imperative ordine pubblico e buon costume;

c) tutte le volte che le parti ritengono che il contratto concluso non sia idoneo a soddisfare i propri interessi;

 

 

 

Risposta 60