Risposta
32) Tizio stipula un contratto con Caio per la vendita di un bene di sua
proprietà, si tratta di un orologio d'oro di notevole valore, che vuole
vendere a € 8000, contatta quindi Caio, anch'egli appassionato di
orologi, per la vendita ma al momento di dire il prezzo a Caio, si
confonde, e invece di dire € 8000, dice € 3000, Caio, in presenza di
testimoni, accetta. Quando poi sta per consegnare l'orologio, si vede
offrire da Caio la somma di € 3000, di conseguenza rifiuta di
consegnargli l'orologio ma Caio insiste dicendo che Tizio ha detto €
3000 e non 8000, e chiama dei testimoni a confermare la cosa, che
confermano quanto sostenuto da Caio, ma Tizio rimane sulle sue posizioni
e si rifiuta di consegnare l'orologio per € 3000; a questo punto Caio lo
cita in giudizio offrendogli la somma di € 3000 come pagamento
dell'orologio, ma Tizio insiste dicendo che in realtà la sua
dichiarazione è stata viziata da un errore, in quanto voleva dire 8000
ma ha detto 3000, come andrà a finire?
a) andrà a finire che Tizio vincerà la causa, perché è vero che se manca
la volontà in merito a un negozio giuridico, e in questo caso il
riferimento è al contratto, lo stesso contratto è nullo, perché non
c'era proprio la volontà di fare quella dichiarazione, quindi essendo il
contratto nullo, Tizio è liberato dalla sua obbligazione di dover
vendere l'orologio a € 3000; |